Finito il liceo Artistico ero indecisa su cosa fare, gli interessi erano tantissimi, i pochi lavori  che trovavo non davano grandi soddisfazioni. Quando si è giovani poi la sola idea di partire ti mette un’adrenalina che nessuna droga può dare.

Avevo parecchi amici che in quegli anni facevano spola in Inghilterra, grazie ad uno di questi, Enrico che faceva il cuoco, ho conosciuto una ragazza di Omegna, Edi, con cui partire.  Un’esperienza indimenticabile la mia partenza per Londra esattamente giovedì 14 ottobre 1982.  Non sapevo una parola di Inglese, perché al Liceo in quegli anni non c’era la lingua straniera, ma questo non è stato assolutamente rilevante.Londra era piena di Italiani. Tutto ciò che immaginavo dai vari racconti e da film, non rispecchiava assolutamente il vissuto. Niente nebbia, niente freddo pungente, rose fiorite nei parchi.

L’esperienza dei viaggi è una cosa personale che dà ad ognuno emozioni differenti e ricordi completamente diversi. Trovare lavoro e potersi mantenere a Londra era fattibile, cosa che in Italia ce la scordiamo ancora oggi. Mi ero persino iscritta a una scuola per stranieri a Pimlico. Non potevo nemmeno copiare perché c’era un miscuglio di etnie. L’insegnante parlava solo inglese! Infatti io non so assolutamente la lingua, ho dedotto che non sono portata per questo studio, ma per viaggiare in fondo non serve poi tanto.  Essendo una chiacchierona mi sforzavo comunque di parlare con tutti chissà cosa mi inventavo.

La parte più bella è stata quando ho iniziato a lavorare come cameriera ai piani, nel famoso Chelsea Cloisters, di cui ho ancora le buste paga. Nell’ intervallo studiavo con le ragazze inglesi che lavoravano con me. Queste ridevano come matte ogni qual volta leggevo e ripetevo le pagine del libro che mi avevano dato a scuola. I loro nomi ho imparato a scriverli giusti quando sono partita! Nella pausa potevi bere latte, te biscotti o quello che ti portavi da casa. Lì ho bevuto il latte più buono. Non ho mai più potuto assaporarlo di nuovo, così come a Londra. Dopo il lavoro avevo ancora una buona parte di pomeriggio che per una che ha fatto studi artistici poteva solo approfittarne per fiondarsi in tutte le gallerie. Alla domenica invece giro dei parchi. Alla sera in qualche locale, tipo il Marquee dove gruppi rock avviati sulla strada del successo suonavano.

To come back il primo maggio 1983, con l’idea di iscrivermi all’anno integrativo del Liceo per imparare l’inglese! Anche qui molti sapevano che ero appena tornata da Londra e pensavano di copiare da me…Quando dicevo che non sapevo l’inglese non mi credevano. Londra comunque ha sempre il suo fascino, anche se è molto cambiata da quando sono andata io.  Quest’esperienza ha influenzato anche il mio modo di dipingere per questo ve l’ho raccontata.

Mi ricordo per le feste di Pasqua, i parchi erano pieni di gente con i cappellini più stravaganti, colori e persone si mescolavano con   il verde brillante del parco,  il vociare era quasi musicale, influenzata dalle gallerie e tutte le loro opere, ho avuto come una visione colorata, che poi tornata  a casa dopo varie ricerche, ho riprodotto sul vetro per dare lucentezza come la luce di quella giornata, in ogni mio quadro astratto non mancherà mai la luce di Londra. Infatti il primo quadro su vetro astratto risale all’83. Purtroppo si è rotto a causa della fragilità del materiale, non ho pensato di rifarlo.  Ecco l’inizio del mio genere pittorico, dove i colori mi ricordano quella stravagante giornata fatta di gente variopinta come i loro i copricapi.