Mani in pasta

L’artista ha sempre le mani in pasta. Al liceo il professore di ornato modellato ci diceva che tenere le mani nell’argilla le avrebbe tenute morbide. Si costruiva il nostro modello, struttura o impalcatura insomma l’anima della nostra piccola scultura, con ferro o altri materiali, poi con molta maestria si modellava l’argilla. Queste ore volavano anche perché si poteva chiacchierare e chiedere consiglio. Dopo molti anni mi avevano chiesto degli oggetti artistici in ceramica. Quindi comperata l’argilla, componente terrosa fondamentale, e informandomi dove c’erano forni per la cottura mi sono messa all’ opera, non mi sono rimaste molte cose, due piccole ceramiche di prova per vedere colori e cotture.

 

Tecnica complessa

La terracotta con una cottura, ha un aspetto rustico e un colore che va dal giallo al rosso cupo. La maiolica, ottenuta rivestendo di smalti bianchi la stessa terracotta, viene chiamata biscotto, su cui si decora. La terraglia è comunemente detta ceramica, comprende gli oggetti ottenuti dalla lavorazione e cottura di terra impastata con acqua Dopo la prima cottura intorno ai 1000 gradi il pezzo prende nome di biscotto. Da qui varie decorazioni con colori apposta e seconda cottura. Il prodotto finito di maiolica, porcellana, terraglia. Terzo fuoco se viene richiesta la tecnica di soprasmalto. I colori sono in polvere, bisogna usare una mascherina per dipingere, è molto complessa questa tecnica, infatti le poche cose che ho fatto sono state richieste. Molto spesso quando portavo a cuocere alcuni oggetti, questi si rompevano nel tragitto in auto. A volte persino nella cottura! Non parliamo delle ombre che mi facevano perdere la pazienza… Per fortuna nessuno richiede più niente visto tutto quello che c’è in commercio! Anche se questi rimangono sempre pezzi unici ed artistici.